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L'infermo è una cena tra amici, ecco che cos'è l'adattamento teatrale di "Perfetti sconosciuti" realizzato da Paolo Genovese, fedelissimo alla sua omonima opera cinematografica del 2026.
Sappiamo tutti come il film fu un successo internazionale, tradotto in diverse lingue e con ben 30 remake distribuiti per il Mondo, e devo dire che la scelta del regista di passare al palcoscenico è azzeccatissima. Amiche e amici miei, confessate: chi di voi non ha mai pensato, almeno per un secondo, che il proprio smartphone fosse una sorta di bomba a orologeria portatile piena di segreti imbarazzanti? Bene, l'adattamento teatrale andato in scena al Teatro Alfieri di Torino l'altra sera, ripropone le stesse freddure e interrogativi esistenziali che già il film anni fa aveva innescato mettendo forse in crisi alcune relazioni ed amicizie. Abbiamo assistito a uno spettacolo ovviamente scoppiettante. La sala era piena, l'aria durante lo spettacolo vibrava di quel misto di curiosità morbosa e autoconservazione tipico di chi sa che sta per vedere gli altri spogliati dei loro segreti... e forse, sghignazzando e ridendo, ringrazia il cielo di essere seduto in platea e non al tavolo! Tantissimi applausi ma soprattutto un pubblico molto partecipe tra sorrisi e credo diverse riflessioni. Il Telefono come Vaso di Pandora La trama la conosciamo tutti: una cena, un'eclissi lunare e l'idea geniale e diabolica di mettere i cellulari in piazza. Il risultato? Un manuale di sopravvivenza matrimoniale e amicale da regalare al peggior nemico. Lo spettacolo, pur rimanendo fedele al film, ha una marcia in più: la prossimità. Vedere quei sette personaggi distrutti dalle loro stesse bugie a pochi metri è catartico e un po' terrificante. Ti fa pensare: "Ok, il mio segreto più grande è aver finito il barattolo di Nutella alle 3 del mattino. Non sto così male, dopotutto." Un Cast Semplicemente Perfetto Parliamoci chiaro: un testo come questo, che si basa interamente sulla tensione psicologica e sui dialoghi serrati, richiede interpreti che sappiano tenere il palco. E qui, l'ensemble guidato da Paolo Genovese è andato oltre l'eccellenza. Ho amato la sintonia e lo scontro tra Alice Bertini, Marco Bonini, Lorenza Indovina e Valeria Solarino che hanno costruito con grande maestria e tempismo i rispettivi personaggi femminili e maschili. Ma tre attori sono stati "oltre", reggendo il palcoscenico con una miscela esplosiva di comicità disperata e drammaticità involontaria.
PS: il vero mostro non è l'eclissi, ma la cartella "Nascoste" del vostro telefono!
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AutoreNata Libera Archivi
Novembre 2025
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