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Celeste Dalla Porta, un nome che sta rapidamente emergendo nel panorama cinematografico italiano. Con la sua autenticità e un talento innegabile, è passata da un percorso classico fatto di provini e ruoli secondari a un ruolo da protagonista, catturando l'attenzione di critica e pubblico. Grazie infatti al film Parthenope del maestro Paolo Sorrentino, di cui è stata la protagonista, è tra i nuovi volti della settima arte più apprezzati e discussi del momento.
In una piacevole chiacchierata abbiamo delineato un percorso non sempre semplice verso la popolarità, le sue paure e la sua visione sulla bellezza in un mondo sempre più omologato e standardizzato. Il tuo percorso, da attrice non ancora affermata a protagonista del film di un maestro del cinema come Paolo Sorrentino, è sicuramente affascinante. Potresti raccontarci come si è svolta questa "escalation"? Quali sono state le tappe che ti hanno portato fino a lui e, soprattutto, come hai vissuto quel momento di svolta in cui Sorrentino ha deciso di scommettere su di te? "Sono arrivata a questo ruolo attraverso un percorso piuttosto classico, ma intenso: una lunga serie di provini importanti. Non è stato un processo immediato, anzi. C'è stato un periodo di incertezza durato diversi mesi, dovuto principalmente al fatto che non sono di Napoli e, soprattutto, non ero un'attrice già affermata. Non avendo mai recitato in un film prima, ero consapevole del rischio che il regista si sarebbe preso scegliendomi. Eppure Sorrentino ha scelto di rischiare, lui ha deciso di credere in me, ed io in lui, di questo gli sono profondamente grata. Si è creato un grande scambio di fiducia reciproca, una scommessa che io e lui abbiamo deciso di fare insieme. Per me, ovviamente, era la realizzazione di un sogno enorme e, non appena mi ha confermato, abbiamo subito iniziato con le prove". Sei stata spesso descritta come un'icona di bellezza e, nel tuo ruolo, rappresenti anche una "certa" bellezza di Napoli. In un mestiere come il tuo, quanto peso dai all'aspetto fisico? La bellezza può essere un valore aggiunto, ma a volte può anche diventare un peso o un limite nella carriera? "Non mi considero una bellezza convenzionale. Ci sono così tante bellezze iconiche che rientrano negli standard classici, ma credo che qui si stia parlando di qualcosa di diverso. La bellezza che il film esplora è, se vogliamo, la bellezza intrinseca della giovinezza. Il punto centrale è quanto sia affascinante e magnetica la condizione di essere giovani, un'energia che trasforma la giovinezza in bellezza, al di là di qualsiasi canone estetico prestabilito. Anzi, c'è una vera e propria decostruzione di quei canoni. Sono convinta che sia sempre più fondamentale imparare a riconoscere la bellezza nella sua semplicità, nel liberarsi dai modelli che la società ci ha imposto e continua a imporci. La vera bellezza, a mio parere, si trova nei dettagli più inattesi, quelli che non sempre sono facili da decifrare a un primo sguardo". Il set di un film importante può essere un luogo di grande intensità. Ci sono state scene che ti hanno particolarmente imbarazzato? Ci sono stati dei momenti particolarmente difficili, che richiedevano una forte preparazione emotiva o tecnica, e che ti hanno messo alla prova come attrice? "Non ho provato imbarazzo. Credo che ciò che il pubblico percepisce come imbarazzante non corrisponda necessariamente a come gli attori vivono quei momenti. Il set, infatti, è un luogo di lavoro professionale, dove ogni azione viene svolta con precisione. Quando c'è una scena da girare, la si affronta in modo pratico e senza lasciare spazio all'imbarazzo. Certo, l'imbarazzo può emergere a livello di pensiero, prima di iniziare, ma una volta che si è nel vivo del lavoro, si agisce in maniera molto controllata.Più che l'imbarazzo, sono state tante le cose difficili da affrontare: l'ansia da prestazione è stata una costante. C'era sempre la paura di sbagliare, la preoccupazione di deludere le aspettative e rovinare un progetto così grande e importante. Questa paura di non essere all'altezza mi ha accompagnato in ogni fase: c'era prima di iniziare a girare, durante le riprese e continua a esserci anche ora". L'intervista a Celeste Dalla Porta ci ha offerto uno sguardo intimo sul suo percorso, fatto di fiducia, ansie e una visione autentica della bellezza. Il suo debutto in un film così atteso non è solo il traguardo di un sogno, ma l'inizio di una carriera che siamo certi ci regalerà ancora grandi emozioni. |
AutoreCarlotta Bonadonna Archivi
Novembre 2025
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